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ASCITE

Presenza di abnorme quantità di liquido all’interno della cavità peritoneale. L’ascite può essere correlata sia a malattie neoplastiche che non neoplastiche: quando è sostenuta da malattie tumorali prende il nome di ascite neoplastica.
In presenza di carcinosi peritoneale l’ascite è presente in oltre il 60% dei casi : essa è prodotta sia dalle cellule tumorali impiantate sul peritoneo che dal peritoneo stesso quando è “colonizzato”, anche a livello microscopico, da cellule tumorali.
Quando l’ascite contiene una significativa quantità di sangue si presenta francamente ematica e non più sierosa e prende il nome di ascite emorragica.

ANASTOMOSI

Procedura chirurgica che consente di unire due strutture anatomiche precedentemente sezionate. Il caso più comune è rappresentato dalle anastomosi intestinali, che hanno lo scopo di collegare fra di loro segmenti di intestino precedentemente sezionati: ad esempio dopo una resezione del colon si procede ad unire tra di loro il moncone colico superiore e quello inferiore per ripristinare la continuità intestinale. Le anastomosi sono effettuate con una serie di punti, che possono essere applicati sia manualmente (anastomosi manulai) che mediante suturatici meccaniche (anastomosi meccaniche).

CARCINOMI

Le più comuni forma di tumore maligno sono denominate carcinomi. Quando originano dalle mucose che rivestono l’intestino (stomaco, intestino tenue, con retto, ileo) prendono il nome di adenocarcinomi dello stomaco del colon-retto, dell’ileo; quando originano da organi solidi prendono il nome di carcinomi dell’ovaio, dell’utero, della tiroide, del rene etc. La caratteristiche dei carcinomi è quella di accrescersi assumendo dimensioni via via maggiori. Nel loro accrescimento tendono ad infiltrare sempre più massivamente l’organo da cui sono originati e a superarne la struttura anatomica fino a coinvolgere strutture anatomiche contigue: ad esempio un carcinoma del retto sviluppandosi progressivamente infiltra e supera la parete dal retto e coinvolge un organo vicino come ad esempio la vescica anteriormente o l’osso sacro posteriormente. Altra caratteristiche dei carcinomi è quella di diffondersi a distanza attraverso il fenomeno della metastatizzazione. Le cellule neoplastiche liberate dal tumore primitivo penetrano nel sistema linfatico, in quello ematico o cadono nella cavità peritoneale dando origine a differenti forma di metastatizzazione. Nel primo caso danno origine alle metastasi linfonodali, nel secondo caso danno origine alle metastasi ematogene ( metastasi epatiche, polmonari, cerebrali, ossee etc), nel terzo caso danno origine alle metastasi peritoneali e cioè alle carcinosi peritoneali.

CARCINOSI

E’ la diffusione e l’impianto di cellule tumorali sul rivestimento peritoneale, sia parietale che viscerale: carcinosi peritoneale. Lo stesso fenomeno si può verificare anche a livello pleurico, dal momento che il rivestimento interno della cavità toracica, appunto la pleura, ha le stesse caratteristiche del peritoneo e può analogamente essere attaccato da cellule tumorali dando origine a carcinosi, che in questo caso si chiamano pleuriche.

Le carcinosi si accompagnano nella maggior parte dei casi alla formazione di una variabile quantità di liquido, che assume la denominazione di versamento ascitico o ascite neoplastica, nel caso di carcinosi peritoneale, e di versamento pleurico maligno nel caso di carcinosi pleurica.

CHEMIOIPETERMIA INTRA-ADDOMINALE

Si tratta di una procedura di chemioterapia associata in genere alla procedura chirurgica di peritonectomia.
Ha il duplice scopo di introdurre il chemioterapico direttamente nella cavità addominale e di consentire un trattamento ad elevata temperatura (in media 43°). L’introduzione del farmaco direttamente nella cavità addominale consente di ottenere il massimo beneficio: infatti il farmaco è posto a diretto contatto con le strutture anatomiche da trattare e con una concentrazione massima, comunque mai raggiungibile con altre forme di somministrazione. Inoltre la perfusione ad alta temperatura aumenta le possibilità curative della chemioterapia ed infine la stessa ipertermia costituisce un elemento di distruzione delle cellule neoplastiche. Viene effettuata alla fine della fase chirurgica e necessità di una speciale attrezzatura elettromedicale, che consente attraverso una pompa e un riscaldatore di far circolare in addome la soluzione di chemioterapico e contemporaneamente di riscaldare e mantenere a temperatura costante di 43-45° detta soluzione. Può essere attuata sia con addome aperto che con addome chiuso; nel primo caso, terminata la fase chirurgica, si procede alla chemioipertemia intra-addominale senza chiudere la cavità addominale; in questo caso il chirurgo manipola continuamente i visceri in modo da favorire al massimo il contatto con la soluzione di chemioterapici. Nel secondo caso, dopo aver posizionato speciali cateteri in addome sia per la introduzione che per il recupero della soluzione di chemioteraopici, si procede alla chiusura della parete addominale e successivamente, sempre con il paziente in anestesia, si procede alla chemioipertermia. Allo stato attuale non esistono dati certi che evidenzino migliori risultati di una procedura rispetto all’altra.

CITORIDUZIONE

Termine analogo a debulking e peritonectomia. Indica la procedura chirurgica che tende ad asportare, in caso di carcinosi peritoneale, la massima quantità di tessuto neoplastico, mediante tutte le modalità tecniche utilizzabili.

COLOSTOMIA

Procedura chirurgica che prevede di deviare all’esterno il contenuto colico (gas e feci), abboccando alla cute della, parete addominale il colon, dopo averlo fatto passare dall’interno della cavità addominale all’esterno attraverso una breccia della parete addominale opportunamente preparata.
E’ necessaria quando si vuole risolvere uno stato di occlusione intestinale o quando si vuole proteggere una anastomosi colica dal pericolo di fistolizzazione. Nel caso delle peritonectomie pelviche la colostomia è necessaria quando il rischio di recidiva è rilevante. In questi casi la colostomia può essere rimossa in una seconda fase, dopo il termine dei trattamenti chemioteraopici post-operatori e un opportuno periodo di controlli, consentendo al paziente una ripresa della normale funzionalità intestinale con un intervento di ripristino della continuità intestinale che ha anche lo scopo di riverificare la perfetta guarigione dalla carcinosi (second look surgery).

DEBULKING

Vedi citoriduzione

ILEOSTOMIA

Analogamente alla colostomia è utilizzata allo scopo di deviare all’esterno il contenuto intestinale in casi di occlusione intestinale o quando serve proteggere una anastomosi colo-colica o ileo-colica. Nel case delle peritonectome con coinvolgimento pelvico massivo, la ileostomia è inevitabile quando è stato necessario effettuare una colectomia totale, cioè l’asportazione di tutto il colon, associata o meno a resezione di parte del retto. In questi casi vale la stessa regola descritta per le colostomie ; è possibile ripristinare la normale funzionalità mediante un secondo intervento di ileo-rettostomia soltanto dopo il termine del programma di trattamento e dopo un opportuno periodo di controllo.

LIQUIDO PERITONEALE

E’ normalmente prodotto in modesta quantità dalle cellule di rivestimento del peritoneo e serve ad evitare la adesione delle anse intestinali fra di loro e con la parete addominale, rende cioè le anse intestinali “scivolose” e ne garantisce una normale mobilità.

METASTASI

Rappresentano la conseguenza della diffusione a distanza di un tumore maligno. Si manifestano variamente in relazione sia alle modalità di diffusione dal tumore primitivo che le ha generate sia in relazione all’organo in cui si sviluppano (vedi carcinomi).
Le carcinosi peritoneali rappresentano una delle modalità di diffusione dei carcinomi.

OCCLUSIONE INTESTINALE

È il mancato transito nel tubo digerente del suo normale contenuto, rappresentato da gas, succhi enterici e feci più o meno formate.
Rappresenta una delle più comuni conseguenze della carcinosi peritoneale, quando questa si sviluppa interessando progressivamente settori sempre più estesi della cavità peritoneale. La progressione della carcinosi, infatti, si manifesta con la formazione di masse che coinvolgono l’intestino, lo comprimono, lo stenotizzano fino a chiuderne completamente il lume determinando quadri clinici che vanno dalla subocclusione alla occlusione vera e propria. Ad aggravare il quadro occlusivo concorre anche l’ascite concomitante.

PELVI

Rappresenta il distretto anatomico racchiuso nelle ossa del bacino e contenete l’utero e le ovaie, la vescica, il retto. Comunica ampiamente in alto
con la cavità addominale, della quale in realtà rappresenta la propaggine inferiore. In questo senso sarebbe più corretto parlare di cavità addomino-pelvica piuttosto che di semplice cavità addominale, trattandosi in realtà di un unico contesto anatomico.

PERITONECTOMIA

Vedi citoriduzione e debulking.
Il significato tecnico della dizione indica la asportazione del peritoneo. Nel caso del trattamento delle carcinosi, uno degli aspetti fondamentali della procedura di cura, appunto denominata peritonectomia, prevede l’asportazione di tutto il peritoneo visibilmente colpito dalla carcinosi. Nel caso di asportazione del peritoneo parietale si parla di peritonectomia diaframmatica, parieto-addominale e pelvica. Nel casi di peritonectomia viscerale, cioè della asportazione del peritoneo che avvolge i visceri contenuti nella cavità ad domino-pelvica, il problema tecnico è più complesso; infatti soltanto in pochi casi è possibile trattare gli impianti carcinomatosi viscerali mediante la loro asportazione o distruzione con strumentazione speciale (laser, elettrobisturi, cavitron) ,mentre nella norma è necessario sacrificare in toto o in parte i visceri sottostanti (colon, ileo, milza, colecisti etc).

PERITONEO

È una struttura anatomica rappresentata da una membrana trasparente che riveste all’interno le pareti della cavità addomino-pelvica e tutti i visceri endoaddominali senza soluzione di continuità. E’ caratterizzata dalla presenza di cellule speciali, le cellule mesoteliali, che sono strutturalmente deputate non solo al rivestimento elastico delle strutture suddette, ma anche alla produzione del liquido peritoneale (vedi liquido peritoneale).
Sul peritoneo e nel suo contesto si sviluppa il fenomeno della carcinosi (vedi carcinosi).

RICANALIZZAZIONE

Procedura chirurgica che consente il ripristino della continuità intestinale abolendo una precedente colostomia o ileostomia e ricollegando il segmento di intestino esteriorizzato (o stomizzato) al moncone di intestino (in genere retto) lasciato in situ.

STOMIA

Vedi colostomia, ileostomia